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Il fungo dell’immoralità: il Reishi


Il fungo Reishi (ganoderma lucidum) cresce nelle boscose e umide province costiere della Cina, preferibilmente su ceppi marcescenti di castagno, quercia e altre latifoglie. È ottimo per alzare le difese immunitarie, come antiallergico, ipoglicemizzante e detossicante epatico. Ha un lucido aspetto laccato; ha il cappello a forma di rene sul quale compaiono spore che lo fanno sembrare carta vetrata. È definito il re della medicina erboristica e molti erboristi lo considerano superiore al ginseng. Trova largo impiego per promuovere l’inibizione della crescita delle cellule tumorali. Esistono notizie sul suo impiego in Cina fin da vari secoli prima di Cristo. Ha una storia documentata in Medicina Tradizionale Cinese e Giapponese di oltre 2000 anni, ma ci sono segni del suo utilizzo che risalgono ad oltre 4000 anni fa. Questo fungo, associato al Trametes versicolor pare sia in grado di aumentare le difese del sistema immunitario. I due funghi mostrano ingredienti e principi attivi comuni eppure la loro sinergia sembra essere notevole. I componenti bioattivi presenti nel fungo Ganoderma lucidum inoltre hanno numerose proprietà salutari per il trattamento di condizioni come epatopatia, epatite cronica, nefrite, ipertensione, iperlipemia, l’artrite, nevrastenia, insonnia, bronchite, asma, ulcere gastriche, aterosclerosi, leucopenia, diabete e anoressia. Recentemente del Reishi ne è stata studiata l’azione antiinfiammatoria e antitumorale nei tumori al seno, mettendone in evidenza una potenzialità terapeutica sorprendente. I tumori al seno vengono spesso trattati (oltre che chirurgicamente) anche attraverso radioterapia e chemioterapia ma con effetti alternati e con molti effetti collaterali. Il Reishi sembrerebbe in grado di ridurre la sintesi proteica e la crescita del tumore. Anche nella cura della steatosi epatica (il cosiddetto fegato grasso) il Reishi risulta efficace. In uno studio effettuato su ratti iperalimentati con una dieta molto ricca di grassi sono stati somministrati dosaggi di Reishi ad alcuni soggetti mentre ad altri sono stati dati farmaci (simvastatina) per confrontarne l’azione; le cavie che avevano ricevuto Reishi mostravano livelli di grassi minori e una riduzione statisticamente significativa dell’infiltrazione di grassi negli adipociti e una conseguente riduzione della in degenerazione grassa delle cellule epatiche. Notevoli anche gli effetti ipoglicemizzanti del ganoderma. Presso l’Istituto di microbiologia Guandong (Cina) hanno somministrato a ratti diabetici di tipo 2 il fungo per 7 giorni ed è stata osservata una significativa riduzione dei livelli di zuccheri nel sangue degli animali a digiuno. Una ricerca del Research Institute dell’Indiana University Health (USA) ha dimostrato come l’assunzione di alcune specie di funghi sia inversamente correlata a tumori gastrointestinali e ai tumori al seno. L’associazione tra colite e tumori intestinali è stata osservata più volte in passato e lo studio puntava a capire se e in che modo fosse possibile rompere questo pericoloso legame. Dopo aver indotto carcinogenesi alle cavie con sostanze cancerogene (con la conseguente infiammazione) dai dati è emerso che il Reishi potrebbe essere considerato come un approccio alternativo dietetico per la prevenzione del cancro intestinale nelle forme colitiche. Il Reishi è un fungo parassita e saprofita, non commestibile per il suo gusto amaro e la consistenza legnosa. È annoverato tra le 10 sostanze terapeutiche naturali più efficaci esistenti. In Cina e in Giappone viene considerato il fungo dell’immortalità. Viene utilizzato sotto forma di polvere, in decotti acquosi, in estratti alcoolici o in capsule, per le sue spiccate proprietà farmacologiche.


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Tel 320-4676288

monica.spelta@gmail.com

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