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EQUISETO: UNA PIANTA COMUNE DALLE PROPRIETÀ INCREDIBILI

L’equiseto (pianta appartenente alla famiglia delle Equisetaceae) è l’unico superstite di una linea di piante risalente a trecento milioni di anni. Comunemente chiamato “coda di cavallo” per il suo aspetto è facilissimo da individuare e da trovare, visto che cresce abbondantemente in prossimità di fossati e torrenti, anche in altura. Il suo utilizzo nella medicina popolare risale a più di 2000 anni fa: il medico romano Galeno lo consigliava come rimedio ai problemi di reni e vescica, artrite, ulcere sanguinanti e la tubercolosi. Nella medicina ayurvedica questa erba è particolarmente utilizzata per lenire i nervi, nutrire le cellule cerebrali e il tessuto corporeo interno ed esterno. Nella medicina tradizionale cinese viene impiegato per curare febbre, infiammazioni oculari (come congiuntivite e disturbi della cornea), dissenteria, influenza, gonfiori ed emorroidi. L’equiseto è la pianta col più alto contenuto di silicio, sostanza fondamentale nel metabolismo del calcio e la sua fissazione. È stato osservato che una carenza di silicio è associata a unghie, capelli e ossa fragili. Il silicio è indispensabile per la sintesi delle fibre di collagene presente nella cartilagine e quindi se ne siamo carenti cominceremo a perdere progressivamente le cartilagini con tutti i dolori e disagi che ne conseguono. Una carenza di silicio favorisce la demineralizzazione dell’osso e di conseguenza l‘osteoporosi, perciò assumere equiseto è utile per la salute delle ossa, nei postumi di fratture e per rafforzare anche unghie e capelli. L’equiseto sostiene la riparazione dei tessuti, rigenerando i tessuti connettivi e le fibre di collagene. Può accelerare i tempi di recupero aiutando a promuovere la forza e l’elasticità. L’equiseto è una delle piante con il più grande potere diuretico, al punto di aumentare la minzione fino al 30% in più della norma. Per questo motivo viene inserito in tutti i rimedi naturali dimagranti dato che si può osservare una perdita del peso in eccesso dovuta propria all’accumulo di liquidi. Questa facoltà dell’equiseto è utile anche per sgonfiare caviglie e gambe, per contrastare cellulite combattendo gonfiore e alla ritenzione idrica. È indicato anche in presenza di edema postraumatico (gonfiore dopo una botta), stati infiammatori ed infezioni delle vie urinarie (cistiti, uretriti, prostatiti), per l’espulsione della renella (piccoli calcoli renali piccoli di consistenza sabbiosa) e gotta. L’equiseto, essendo ricco di sali minerali tra cui ferro, è adatto a rivitalizzare l’organismo e utile nei casi di anemia e debolezza generale. Questa pianta è anche un ottimo ristoratore del tessuto polmonare danneggiato (ad esempio dopo la tubercolosi polmonare o altre malattie polmonari), dato che è ricco di acido silicico fondamentale per stabilizzare il tessuto cicatriziale. Recenti ricerche hanno dimostrato che questa pianta è efficace anche nella rimozione di accumuli di piombo nel corpo (condizione che si verifica spesso nei fumatori). Per trattare la caduta dei capelli, il loro indebolimento e rafforzarli e stimolarne la ricrescita, oltre ad assumere l’equiseto per uso interno è consigliato massaggiare risciacquare i capelli sotto la doccia con il liquido del decotto di equiseto. Da eseguire alla fine dopo aver già fatto e sciacquato lo shampoo. L’equiseto può essere controindicato in gravidanza e durante l’assunzione di medicinali per l’ipertensione. Può interagire con i farmaci diuretici e non va somministrato in caso di insufficienza renale.

Come impiegare l’equiseto


Decotto: bollire 50 grammi di equiseto fresco (o 20 grammi di equiseto essiccato) insieme a mezzo litro d’acqua per 30 minuti, filtrare. Bere 2-3 tazze al giorno.


Tisana: lasciare in infusione due cucchiaini di equiseto in una tazza di acqua bollente per 10 minuti. Filtrare e bere.


Polvere: assumere 1 cucchiaino (3 g) una o due volte al giorno prima dei posti in un po’ d’acqua o succo di frutta.


Compresse: da assumere fino a 6 grammi/die circa, accompagnate da molta acqua (per stimolare la diuresi), lontano dai pasti.


Tintura madre: assumere 30 gocce per 2 volte al dì lontano dai pasti diluite con acqua. Impacco esterno: imbevere un panno con il decotto e applicarlo direttamente sulla parte interessata per curare fratture e distorsioni, ferite, piaghe, problemi di pelle.


Gargarismi: far raffreddare il decotto e usarlo per fare gargarismi per la salute dei denti e curare le gengive infiammate.


Dott.ssa Monica Spelta

Tel 320-4676288

monica.spelta@gmail.com

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